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Settembre, tempo di Sconti! Rinnova il tuo abbonamento.

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Promozione estiva dedicata agli abbonati annuali

I clienti che entro il 30 settembre rinnoveranno l’abbonamento annuale avranno uno sconto fino ad un max di 15.00 € a seconda del piano di abbonamento sottoscritto Light o Full.
In caso di rinnovo, sono validi ai fini della promozione gli abbonamenti annuali in scadenza entro il 30 Novembre 2019 che vengono rinnovati entro il 30 settembre 2019.

Per maggiori informazioni contatta il tuo Reseller

Metodo di pagamento:
Paypal: payments@globoo.eu
SEPA Bank Transfer:
Beneficiary: S.W. GLOBOO LIMITED
IBAN: GB16 REVO 0099 6989 1827 36
BIC/SWIFT: REVOGB21

Nella causale scrivi: PROMO SETTEMBRE – Ragione sociale

La promozione è valida dal 23/09/2019 al 30/09/2019.

Termini e Condizioni della Promozione
1. La presente Promozione è valida solo per i clienti che hanno sottoscritto
un piano di abbonamento Emmeuno entro il 30 novembre 2018 e che
effettueranno il rinnovo dell’abbonamento nel periodo promozionale (dal
23/09/2019 al 30/09/2019).
2. I Prodotti in Promozione sono: Emmeuno LIGHT, Emmeuno FULL. Il rinnovo
sarà valido per un nuovo abbonamento della durata di 12 mesi a partire dalla
data di scadenza del 1° anno di abbonamento.
3. S.W. Globoo Limited si riserva il diritto di modificare i termini dell’offerta
così come annullare o prorogare l’offerta in qualsiasi momento, senza darne
alcun preavviso così come di limitare la promozione ai soli clienti che
risulteranno idonei.
4. Il cliente può aderire alla promozione una sola volta. L’offerta viene
applicata sul listino prezzi in vigore nell’anno corrente.
5. Saranno prese in considerazione le distinte di pagamento inviate nel
periodo promozionale.
6. I prezzi sono IVA esclusa.

 

Il Team
S.W. Globoo Limited

Iscrizione al VIES: cos’e’ e come funziona

By | Normativa

Iscrizione al VIES

Cos’e’ e come funziona.

Per poter effettuare operazioni intracomunitarie, i soggetti Iva devono essere inclusi nell’archivio Vies (VAT information exchange system). L’opzione per effettuare queste operazioni può essere espressa direttamente nella dichiarazione di inizio attività oppure, successivamente, telematicamente, in modalità diretta o tramite i soggetti incaricati di cui ai commi 2-bis e 3 dell’articolo 3 del Dpr 322/1998. In ogni caso, i contribuenti possono in qualsiasi momento comunicare la volontà di retrocedere dall’opzione, cioè di essere esclusi dal Vies perché non si ha più intenzione di effettuare operazioni intracomunitarie. La revoca dell’opzione può essere effettuata esclusivamente attraverso i servizi telematici.

Chi deve richiedere l’inclusione nel Vies

L’obbligo di essere inclusi nell’archivio Vies per poter effettuare operazioni intracomunitarie riguarda tutti i soggetti che esercitano attività impresa, arte o professione, nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione. Inoltre, la richiesta può essere fatta anche dai soggetti non residenti che presentano la dichiarazione per l’identificazione diretta ai fini Iva (modello ANR) o che si identificano tramite nomina di un rappresentante fiscale.

Come richiedere l’inclusione nel Vies

La volontà di essere inseriti nel Vies viene espressa compilando il campo “Operazioni Intracomunitarie” del quadro I dei modelli AA7 (soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9 (imprese individuali e lavoratori autonomi). Vale come manifestazione di volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie la selezione della casella “C” del quadro A del modello AA7 da parte degli enti non commerciali non soggetti passivi d’imposta.

I soggetti già titolari di partita Iva, che non hanno richiesto l’inclusione nel Vies all’avvio dell’attività, possono farlo attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediari incaricati. I soggetti incaricati della trasmissione telematica hanno l’obbligo di consegnare al dichiarante copia della ricevuta rilasciata dall’Agenzia.

Con le stesse modalità previste per l’inclusione nel Vies va comunicata, eventualmente, la volontà di non essere più inclusi nell’archivio. La presentazione telematica diretta è consentita anche ai soggetti non residenti identificati direttamente ai fini Iva.

https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/schede/istanze/inclusione+archivio+vies/scheda+info+partite+iva_intra?page=istanzeimp

Il Team
S.W. Globoo Limited

Allestisci un Hotspot Corner con Globoo

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Hotspot Corner

Hai un’area libera nel tuo locale?

Allestisci un Hotspot Corner con Globoo

Puoi scaricare le grafiche ufficiali Globoo, personalizzare il tuo allestimento e dare al locale un tocco moderno ed accattivante mettendo in risalto la tua internet zone.

Molti esercenti sottovalutano l’importanza di avere un’area di intrattenimento all’interno della propria attività commerciale. Invece, è una soluzione molto efficace per fidelizzare i clienti e prolungare i tempi di permanenza, aumentando così i potenziali acquisti. I clienti potranno rilassarsi e navigare su internet gratuitamente con Emmeuno in un ambiente confortevole e moderno.

Se hai un piccolo spazio da destinare a Globoo, puoi renderlo accogliente con i nostri allestimenti.

Scarica il catalogo di Globoo

Il Team
S.W. Globoo Limited

Creare un Hotspot pubblico – Internet Zone con PC fissi a disposizione di ospiti e clienti

By | Normativa

Creare un Hotspot pubblico – Internet Zone con PC fissi a disposizione di ospiti e clienti

Ogni giorno molti clienti ci chiedono informazioni sulla creazione di un Hotspot pubblico nella loro attività commerciale: posso mettere dei PC a disposizione dei miei clienti per navigare? Posso condividere la mia connessione con loro? A quali rischi vado incontro? Posso subire un “hackeraggio”? Come faccio a proteggere la privacy dei miei clienti e non avere problemi?

Sono tutte domande corrette e alle quali è possibile rispondere con chiarezza assoluta. Ma andiamo con ordine. Alla domanda Posso mettere dei PC a disposizione dei miei clienti per navigare e condividere la mia connessione con loro? la risposta è chiaramente “SI” ma con alcuni accorgimenti.

Il Decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225 (“decreto Milleproroghe”) stabilisce la decadenza di alcuni obblighi imposti dal vecchio decreto Pisanu. Diversamente rispetto a quanto prescritto in precedenza, se non si è operatori del settore delle telecomunicazioni, si ha titolo per creare Hotspot pubblici senza richiedere alcuna autorizzazione. Il titolare di un esercizio commerciale può quindi condividere la connessione con i suoi ospiti e clienti. Inoltre, l’autenticazione degli utenti che si collegano ad internet tramite l’hotspot pubblico non è più obbligatoria però fai attenzione: se non ti sei adeguato con uno strumento idoneo per mettere in sicurezza i terminali, la rete interna e la privacy degli utenti stai veramente correndo dei grossi rischi!

Così facendo infatti:

  1. Stai esponendo i tuoi PC a rischi di attacchi VIRUS, PHISING, TROJAN e quant’altro che possa essere scaricato che sia potenzialmente dannoso per i PC;
  2. Gli utenti che si collegano avranno totale accesso alla tua rete interna: possono individuare altri dispositivi, avere accesso alle tue cartelle condivise e pubbliche;
  3. Se un utente collegato al tuo Hotspot non protetto e senza possibilità di identificazione dovesse compiere un qualche tipo di reato online, il primo chiamato a risponderne è sempre il titolare dell’utenza e, di conseguenza saresti tu! Dovresti dichiarare di essere estraneo al reato commesso e dimostrare che qualcun altro ha utilizzato la tua connessione, cosa che senza uno strumento adeguato, potrebbe dimostrarsi complicato, se non praticamente impossibile.
  4. La privacy degli utenti non è assicurata. Il browser salva cronologia, dati di navigazione, dati personali, password e addirittura dati delle carte di credito esponendo ogni utente a rischi di frode e furto.

Il suggerimento per te che gestisci un’attività e vuoi condividere l’accesso ad Internet con gli ospiti e i clienti è quello di attivare un software (Captive Portal) per l’autenticazione come Emmeuno che permette di identificare tutti gli accessi al tuo Hotspot, impedisce il download di software indesiderato, non memorizza la cronologia né i dati sensibili.

Ogni volta che un nuovo utente si collegherà all’Hotspot tramite il PC, questi dovrà autenticarsi tramite una registrazione indicando le proprie generalità e un numero telefonico. Via SMS, riceverà un codice per attivarsi ed iniziare subito a navigare in modalità “Kiosk”. Per tutti gli accessi futuri il cliente dovrà loggarsi con le proprie credenziali.

Emmeuno inoltre, memorizza in automatico queste operazioni e tutti i log (avvio e termine sessione) di ogni singolo utente connesso. In caso di eventuali contestazioni, si potrà dimostrare che la connessione è stata effettuata da parte di terzi e scaricare ogni responsabilità sull’utente che avesse commesso l’illecito. Saranno poi le forze dell’ordine a verificare a chi corrispondeva un certo numero telefonico.

WiFi e connessione Internet non protetta: quali sono i rischi legali?

By | Normativa

WiFi e connessione Internet non protetta: quali sono i rischi legali?

Il wi-fi e i rischi legali sono spesso oggetto di molte contraddizioni e di poca limpidezza. Questo avviene poiché spesso le fonti si rifanno alle normative vecchie e non aggiornate, oppure tirano in ballo leggi del tutto inesistenti. Per parlare dei rischi legali del wi-fi, si deve prendere in esame solo le novità introdotte il 21 agosto del 2013 dalla legge di conversione N. 98/2013 del decreto “Fare” N. 69/2013. La legge è stata pubblicata sul Supplemento Ordinario n.63 alla “G.U. n. 194 del 20 agosto del 2013”.

L’aggiornamento definisce la fornitura dell’internet pubblico tramite wi-fi da parte di esercizi commerciali o circoli privati. L’innovazione prevede una liberalizzazione dell’accesso alla rete web tramite la tecnologia wi-fi e i rischi legali derivanti. Questi ricadono spesso sull’intestatario dell’internet, poiché l’accesso al web tramite il servizio non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori. Anzi, nelle attività come quelle degli hotel, gli amministratori sono tenuti a garantire la privacy ai propri clienti. Qualora questi effettuino, però, atti illeciti utilizzando la rete wi-fi, potranno essere perseguibili.

Da un lato dunque vi è l’esonero dal richiedere un’autorizzazione generale per installare un modem wi-fi nella propria attività commerciale e l’identificazione non obbligatoria degli utenti. Dall’altra si ha il rischio che questi utilizzino il wi-fi in modo inappropriato, per esempio scaricando musica e facendo sì che i le colpe ricadano sull’intestatario della rete. Così, chiunque fornisca il libero accesso tramite wi-fi si espone ai rischi legali e alle possibili indagini da parte della Polizia Postale nel caso in cui il reato sia stato commesso utilizzando la linea internet intestata al fornitore.

Questo poiché in mancanza di una legge che obblighi l’identificazione per questioni di privacy , la responsabilità diretta per i reati commessi cade sull’intestatario. Rimane però il diritto della magistratura d’indagare per trovare una prova, arrivando anche a sequestrare il computer dell’esercente connesso al web. Per questo bisogna comunque adottare un sistema di monitoraggio, che nel caso del bisogno fornisca le prove necessarie per scagionare l’esercente della rete wi-fi dai rischi legali.

fonte: quifinanza.it

Il Team
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Normativa Internet per Locali Pubblici (Hotspot)

By | Normativa

Normativa Internet per Locali Pubblici (Hotspot)

Internet nella vostra struttura in sicurezza e nel pieno rispetto della Legge.

Quando si cercano su Internet informazioni riguardanti la normativa italiana vigente in fatto di Hotspot e di connessioni Wi-Fi per locali aperti al pubblico significa nella maggioranza dei casi arrivare ad avere, dopo la ricerca, le idee più confuse di quando si è iniziato.

A causa del continuo aggiornamento delle normative, le informazioni reperibili in Rete sono nella maggior parte dei casi obsolete o completamente sbagliate.

Se da una parte fino a pochi anni fa la normativa fosse complicata per via del “Decreto Pisanu”, ora le cose si sono abbastanza semplificate.
Il Decreto Legge 29 dicembre 2010, n. 225 – Art. 2, comma 19 (c.s. Decreto Milleproroghe) stabilisce la decadenza di alcuni obblighi imposti dal Decreto Legge 27 luglio 2005, n.144 (c.d. “Decreto Pisanu”) per tutte le attività che offrono internet al pubblico.

In breve, tutte le attività, che non abbiano come attività principale la fornitura al pubblico di servizi di connettività a Internet, non sono obbligate a richiedere autorizzazioni alla questura per svolgere la suddetta attività.

Quindi, facendo un esempio, un bar che decide di integrare un Hotspot tra i suoi servizi non deve richiedere l’autorizzazione alla questura, in quanto la connettività offerta nell’esercizio pubblico non è la sua principale fonte di reddito.

Queste sono le (poche) cose che chiunque intenda fornire presso un’attività aperta al pubblico la connessione Internet agli utenti deve sapere:

  • chi come attività principale non abbia quella dell’Internet provider o dell’Internet point e voglia offrire la connessione a Internet agli utenti e ai clienti di un’attività aperta al pubblico non deve chiedere alcuna autorizzazione mentre prima fino alla fine del 2010 era necessaria un’autorizzazione della Questura;
  • chi offre un servizio Internet hotspot può farlo senza la necessità di identificare i clienti: è possibile quindi far connettere gli utenti senza sapere chi essi siano, prima, con il Decreto Pisanu, era invece necessario identificarli;
  • chi effettua (come ad esempio un hotel) trattamento di dati personali in forma elettronica è obbligato, dal Codice Privacy, a mettere in atto tutte le misure idonee a proteggere tali dati da intrusioni provenienti da Internet o dall’interno della propria rete informatica, la cosiddetta “Inviolabilità della Rete”;
  • chi mette a disposizione di terzi la connessione a Internet intestata a sé o alla propria azienda può risultare responsabile, in sede civile, di attività illecite commesse tramite la connessione stessa, a meno che non sia in grado di dimostrare che siano stati terzi (anche sconosciuti) a commettere tali attività.

Per rispondere alle esigenze degli ultimi due punti esposti e di conseguenza rendere a norma il proprio Hotspot è consigliabile dotarsi di un sistema di registrazione e autenticazione degli utenti, in modo tale da poter assicurare la privacy degli utenti e scaricare sugli stessi le responsabilità di eventuali attività illecite (reati: truffe o scambio di materiale pedo pornografico, attività di altro genere), esonerando, di fatto, il gestore dell’attività da ogni responsabilità civile e penale.

Riassumendo in breve:

  1. Il termine Hotspot indica un luogo in cui è presente una connessione internet aperta al pubblico che permette la libera navigazione attraverso postazioni messe a disposizione dall’attività oppure attraverso dispositivi (telefoni, tablet, PC) di proprietà degli utilizzatori.
  2. Oggi qualsiasi struttura aperta al pubblico può fornire ai propri clienti un servizio di connessione a Internet, senza burocrazia.
  3. Per offrire un servizio sicuro e in linea con le normative vigenti è necessario disporre un sistema in grado di garantire l’inviolabilità della rete della struttura, preservare l’integrità dei dati personali raccolti e, soprattutto, assicurare che i titolari della struttura non siano in alcun modo responsabili delle attività dei clienti.

Normative:
Link: DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2010, n. 225 
Link: Decreto Legge 27 luglio 2005, n.144

Il Team
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